FAVARA – Violenze alla figlia, vittima conferma le accuse

Conferma le accuse nei confronti del padre, pur mostrando un profondo travaglio. In molti casi le vengono evidenziate le divergenze rispetto a quanto aveva detto in precedenza ai carabinieri. Alla fine, comunque, la sua testimonianza è stata acquisita e sarà pienamente utilizzabile in un eventuale processo. Il procedimento è quello a carico del netturbino cinquantenne di Favara finito in carcere il 10 gennaio con l’accusa di avere ripetutamente violentato e picchiato la figlia. Ieri, fra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, si è celebrato l’incidente probatorio.

L’avvocato Valentina Fiorilli, difensore della presunta vittima, che ha denunciato il padre per violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti, aveva chiesto che la donna venisse sentita con le modalità di “audizione protetta” e, infatti, l’incidente probatorio in un primo momento era stato rimandato per predisporlo nelle forme chieste dal legale della donna. La vittima, assistita da un carabiniere donna e da un’assistente sociale, oltre che dal suo difensore, è stata fatta accomodare in una saletta accanto a quella dell’udienza da dove poteva solo sentire ma non vedere l’aula dove c’erano il giudice Alfonso Malato, il pubblico ministero Alessandra Russo, gli avvocati della difesa Davide Casà e Salvatore Cusumano e alcuni indagati.

Nell’ambito dell’inchiesta sono stati iscritti sul registro degli indagati, con le accuse di false dichiarazioni al pubblico ministero e favoreggiamento, altri due figli, la moglie e i cognati del principale indagato che avrebbero mentito, lo scorso 16 settembre quando furono chiamati a testimoniare, per sviare l’inchiesta.

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