L’Asp di Agrigento non dovrà risarcire un presunto caso di malasanità per danni cerebrali a neonato

L’azienda sanitaria provinciale di Agrigento non dovrà pagare il risarcimento danni di 865 mila euro più spese legali al bambino vittima del presunto caso di malasanità nell’ospedale di Canicattì nel 2005. Non sarà dovuto neanche un vitalizio di 677 euro.

La seconda sezione civile della Corte d’appello di Palermo ha accolto il ricorso dell’Asp contro una sentenza di primo grado dello scorso novembre.

La storia inizia nell’agosto del 2005 quando nel reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale civile “Barone Lombardo” di Canicattì nasce il bambino. Il piccolo, che oggi ha dodici anni, durante la nascita riporta danni cerebrali gravi ed irreversibili. L’accusa nei confronti dei medici fu quella di avere tenuto “una condotta negligente e poco prudente”.

Una ricostruzione che, però non ha convinto i giudizi della sentenza di secondo grado, perciò niente risarcimento danni né vitalizio mensile. La Corte d’Appello di Palermo, infatti, ha valutato la fondatezza delle difese espresse dall’Asp di Agrigento con riferimento sia ad alcuni aspetti tecnico-scientifici evidenziati nel ricorso sia a particolari profili giuridici sostenuti dalla recente giurisprudenza della Cassazione.

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