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PORTO EMPEDOCLE – Vertenza Italcementi, i Sindacati scrivono al Prefetto


I dirigenti di Cgil, Cisl e Uil e di categoria di Agrigento, Raso, Saia, Acquisto, Baglio, Iudici e Di Dio, hanno scritto una lettera al Prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, e hanno chiesto un incontro urgente, in presenza di tutte le parti in causa, nel merito della vertenza legata all’Italcementi a Porto Empedocle. I sindacalisti affermano: “Italcementi ha deciso di riorganizzare la sua presenza nel Paese decidendo, incredibilmente, di partire dalla parte più debole dello stesso, convertendo il sito produttivo dello stabilimento di Porto Empedocle in Centro di Macinazione. Questo ha determinato un “esubero” di 26 unità che sono fuori ormai dal 14 dicembre 2014. Esiste un accordo sottoscritto da Italcementi con i sindacati il 29 dicembre 2014 che impegna l’Azienda alla ricollocazione di 25 unità in altri Stabilimenti presenti in Italia oppure in eventuali Aziende che verranno a collocarsi nell’area non utilizzata dello Stabilimento di Porto Empedocle: ad oggi nessuno di questi impegni ha avuto una concreta attuazione. Il massimo del risultato è stata la proroga di tale impegno al 2018”.

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1° MAGGIO – Sindacati a Portella della Ginestra per ricordare la strage dei lavoratori [VIDEO]]


Allarme disoccupazione del presidente della Repubblica per un primo maggio guastato da una serie di scontri a Torino, mentre i sindacati hanno scelto di festeggiare la Festa del lavoro a Portella della Ginestra per ricordare la strage di lavoratori del 1947.
Nella tradizionale cerimonia al Quirinale – presenti i ministri Boschi e Poletti – Sergio Mattarella ha spiegato con chiarezza che, nonostante alcuni dati economici positivi, in Italia resta la piaga della mancanza di lavoro: «non si può accettare che i lavoratori attivi restino a percentuale bassa e che la disoccupazione giovanile raggiunga picchi così alti. Tutti dobbiamo sentire il compito di fare di più». Il rischio è grave, ha ammonito il capo dello Stato: «laddove la struttura produttiva e sociale non è più in grado di assicurare quelle condizioni che sorreggono i nostri diritti di cittadinanza, allora la crisi rischia di contagiare le stesse istituzioni rappresentative».

Dall’estremo sud della Penisola, dalla Sicilia, i sindacati hanno chiesto a gran voce diverse politiche per il lavoro facendo proprie le preoccupazioni di Mattarella. Ma soprattutto hanno difeso con forza il ruolo stesso del sindacato, minacciato sempre più da venti di liberalizzazione e folate populiste. Dopo aver portato una corona di alloro al Sasso di Barbato che commemora la strage che 70 anni fa uccise 11 persone ferendone decine, i segretari nazionali di Cgil Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo hanno spiegato che «l’emergenza prioritaria del paese è la disoccupazione giovanile, la creazione di lavoro, la politica degli investimenti» e che «se c’è una cosa che la crisi ha insegnato al Paese è che o tutto il Paese riparte, a partire dal Sud, o non supereremo mai totalmente la crisi». Ma soprattutto la Camusso ha messo in guardia da una smobilitazione sindacale: “nel nostro Paese l’iscrizione al sindacato è libera e volontaria e questa libertà è un fondamento della nostra democrazia. Chiunque voglia limitarla ha in realtà pulsioni totalitarie».

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ROMA – Tv locali in difficoltà, i sindacati chiedono aiuto a Gentiloni [video]


I sindacati accendono i riflettori sulla situazione di particolare criticità in cui versa il comparto dell’emittenza televisiva locale. La mancata adozione del nuovo regolamento che deve disciplinare le  risorse economiche destinate alle tv locali e i gravissimi ritardi nell’assegnazione dei contributi pregressi stringono in una morsa le emittenti locali italiane che, a più riprese, hanno chiesto interventi concreti. Ancora una volta l’associazione Tv Locali e i sindacati Cgil- Cisl e Uil sostengono la causa delle tv locali. In una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, le organizzazioni sindacali parlano di una situazione inaccettabile che, mette in pericolo la sopravvivenza di molte aziende  e il posto di lavoro di migliaia di dipendenti. Il precedente Governo Renzi aveva intrapreso un percorso di riassetto normativo dell’emittenza televisiva locale, che ha previsto tra l’altro la riforma dei contributi attraverso l’introduzione di alcune disposizioni previste dalla legge di stabilità 2016. e dalle leggi di riforma dell’editoria . La concreta attuazione delle disposizioni demandata da un apposito regolamento che risulta  essere licenziata dal Ministero dello Sviluppo Economico. Ma da mesi è fermo, in attesa di essere esaminato e approvato dal Consiglio dei Ministri.    A tutt’oggi le emittenti televisive , oltre a non conoscere le risorse relative agli anni 2016 /2017, scrivono i Sindacati che dovrebbero ricevere entro il 30 giugno dell’anno in corso, sono ancora in attesa di ricevere i contributi pregressi  del 2015. Sindacati che confidano nell’intervento del Premier Gentiloni per giungere al più presto ad una soluzione della problematica in modo che venga garantita la sopravvivenza  delle emittenti televisive di qualità con particolare riferimento a quelle a vocazione informativa.

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AGRIGENTO – CUPA, i sindacati incontrano il Presidente Armao


Ad Agrigento i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil di Agrigento, Massimo Raso, Maurizio Saia e Gero Acquisto, si sono recati in contrada Calcarelle, in via Quartararo, e al Polo universitario hanno incontrato il presidente. L’ avvocato Gaetano Armao, che si è appena insediato a capo del Consiglio di amministrazione dell’ Università, e il vice presidente, Giovanni Di Maida, hanno discusso con i sindacati puntando il dito verso l’orizzonte. E a termine della conversazione sulle prospettive di navigazione, Raso, Saia e Acquisto concordano e hanno scritto nero su bianco : “Vi è assoluta comunanza di vedute”. E poi Cgil, Cisl e Uil agrigentine spiegano : “Abbiamo esposto al neo Presidente del Consorzio universitario di Agrigento qual è la nostra visione del Polo universitario e come andrebbe rilanciato, ed abbiamo registrato un’assoluta comunanza di vedute. Abbiamo salutato la nomina dell’ avvocato Armao con favore perché gli riconosciamo grandi capacità, e può davvero rappresentare la persona in grado di rilanciare il Consorzio Universitario. E’ un compito non facile poiché i problemi che preesistevano alla sua nomina sono ancora sul tappeto, a cominciare da quello delle risorse. La ex Provincia e la Regione debbono ancora fare la loro parte, in ottemperanza delle norme che la stessa Regione si è data. Ci hanno colpito positivamente la grande capacità d’ascolto ed il ruolo che il Presidente riconosce alle organizzazioni sindacali quali interlocutori privilegiati delle questioni attinenti lo sviluppo. Conveniamo col Presidente Armao sul fatto che è finito un ciclo del Consorzio universitario e che occorre costruirne un altro con una nuova visione : e in questa nuova visione gli attori economici e sociali ed il territorio hanno un ruolo determinante. Riconoscere ciò ed averne consapevolezza ci fa guardare con speranza al futuro, ma ci pare davvero un buon inizio”.

 

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SICILIA – Si va verso lo sciopero generale contro la scandalosa gestione dei rifiuti


Cgil, Cisl e Uil hanno avviato le procedure per lo sciopero generale dei dipendenti degli Ato Rifiuti e delle ditte dei servizi di igiene ambientale della Sicilia, entro il mese di febbraio. Una decisione motivata dalla situazione “disastrosa” in cui versa il settore dei rifiuti in Sicilia “per colpa di una politica incapace e appassionata solo alla distribuzione di poltrone”. I sindacati puntano il dito contro la “totale precarietà ed approssimazione” in cui sopravvive il sistema.

“Assenza di governance, di visione strategica e di progettualità spesso associata ad incapacità burocratico-istituzionale – dicono – hanno prodotto in poco più di 10 anni, 2 miliardi di debito degli Ato rifiuti e quindi dei comuni dell’isola, centinaia di licenziamenti dei lavoratori, servizi scadenti per la collettività ed un diffuso senso di illegittimità ed illegalità”.

Durante i diversi incontri in assessorato, Cigl, Cisl e Uil avevano sottolineato più volte l’esigenza di una direttiva “che ponesse fine all’approvazione dei piani di intervento in assenza dei relativi piani d’ambito e l’immediato transito del personale avente diritto dagli attuali Ato in liquidazione alle costituite Srr, ma – sottolineano – l’obiettivo non è stato di fatto raggiunto”.

La situazione attuale dei rifiuti, concludono, “è la dimostrazione di una politica regionale appassionata solo alla distribuzione delle poltrone di governo e di sottogoverno, bacchettata dall’Anac per aver permesso la frammentazione del sistema dei rifiuti e non essere stata in grado di applicare la pur astrusa legge di riordino del 2010, contribuendo di fatto alla diffusione di un generale senso di illegittimità ed illegalità”.

“Continuiamo a denunciare – aggiungono – le ripetute violazioni di norme, direttive e accordi da parte di molti amministratori locali, forse più interessati a restare in questa situazione di stallo che uscirne fuori. È la cartina di tornasole di una politica comunale incapace di recuperare non solo l’evasione o l’elusione della tassa sui rifiuti, ma persino il pagamento dei cittadini inadempienti regolarmente iscritti a ruolo che non pagano e non vengono inspiegabilmente intercettati”.

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RACALMUTO – I precari appesi ad un filo incontrano i sindacati


Venerdì 12/09/2014, è stato fissato un incontro per i lavoratori precari della pubblica amministrazione (Comune di Racalmuto) con i vertici sindacali cgil cisl uil al palazzo di città . L’iniziativa voluta ed organizzata dal Consigliere comunale Sergio Pagliaro della lista Emilio Messana sindaco, per iniziare a fare fronte alla grave emergenza dei lavoratori precari del Comune di Racalmuto, che ancora oggi sono appesi ad un filo, i quali hanno subìto un ridimensionamento del loro orario di lavoro con la conseguente riduzione dello stipendio. In una nota, afferma Pagliaro che sostiene fortemente i lavoratori interessati, oltre a costituire un dramma dal punto di vista umano, comporterebbe il venir meno di competenze e professionalità utili per il funzionamento dell’ente. Ovviamente il messaggio va rivolto ai vertici della politica Regionale e Nazionale, la quale devono fare una profonda autocritica, per non aver fatto nulla in 20 anni per arginare il fenomeno.

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SICILIA – C’è l’intesa sui Forestali, al lavoro entro fine mese


I Forestali e gli stagionali del servizio antincendio inizieranno a lavorare entro fine marzo e, sfruttando i fondi europei, potranno perfino essere impiegati più a lungo dei tradizionali 151 o 101 giorni. E’ questo il cuore di un accordo maturato fra sindacati e governo regionale al termine di una manifestazione che ha portato in strada almeno 6 mila persone per protestare contro i ritardi nel finanziamento del settore forestale e degli Enti del mondo agricolo. E non a caso l’accordo si estende a consorzi di bonifica, Esa, Aras e istituto zootecnico finendo per diventare un piano per l’occupazione di oltre 27 mila persone. Da una parte del tavolo Rosario Crocetta e l’assessore all’agricoltura, Dario Cartabellotta, dall’altra i leader di Cgil, Cisl, e Uil. E sono loro le firme in calce a tre pagine che contengono anche il calendario delle chiamate in servizio: entro fine marzo inizieranno a lavorare i cosiddetti “151unisti” che sfrutteranno una novantina di milioni di fondi europei, dopo l’approvazione della Finanziaria bis toccherà ai “101unisti”. Gli ultimi a entrare in servizio, entro luglio, saranno gli operai che svolgono 78 giornate.

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AGRIGENTO – Ato rifiuti, vertice con l’assessore regionale Marino [VIDEO]


“La riforma del comparto rifiuti e il passaggio dagli Ato alle Srr si farà- a dirlo è stato l’assessore all’industria, Nicolò Marino, ad Agrigento, nonostante gli ostacoli, e una volta entrato a regime, sarà un passaggio importante per migliorare i servizi e risparmiare sui costi, ma lavoreremo per la salvaguardia di tutti i posti di lavoro”. Un discorso, quello di Marino, che ha sostanzialmente convinto la platea di sindaci, amministratori , sindacati e lavoratori venuti per ascoltarlo. A fare gli onori di casa il commissario liquidatore di Gesa, Teresa Restivo e quello straordinario Ferdinando Buscemi. E non è mancata una stoccata pesante verso la ditta Catanzaro che gestisce la discarica di Siciliana.

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Confindustria e sindacati pronti a scendere in piazza


Un secondo “primo marzo”. Dopo la “marcia per il lavoro” che, per la prima volta nella storia della Sicilia, ha messo insieme sindacati e associazioni di categoria di ogni colore e segno per chiedere a gran voce misure straordinarie per la crescita economica, Confindustria Sicilia, Cgil, Cisl e Uil ci riprovano. Ad accendere la miccia, questa volta, è l’enorme credito che le aziende del settore rifiuti vantano nei confronti della Regione: quasi un miliardo di euro. “E in assenza di pagamenti – si legge in una nota congiunta – le imprese sono ormai allo stremo e non riescono più ad assicurare l’erogazione puntuale degli stipendi”. Da qui la decisione di scendere in piazza per manifestare civilmente e chiedere al governo di intervenire celermente prima che la situazione si faccia irrecuperabile. La data è ancora da decidere, “ma si tratta di pochi giorni”, dice il vicepresidente regionale di Confindustria, Giuseppe Catanzaro (nella foto). Il luogo si conosce già: davanti al Palazzo dei Normanni, a Palermo. “A creare lo stato d’emergenza – secondo industriali e sindacalisti – sono la mancata attuazione della Legge di riforma del 2010, che ha di fatto impedito una corretta gestione del ciclo integrato dei rifiuti e il mancato smobilizzo dei crediti degli Ato Rifiuti”. 

“Per questo – continua la nota – si è costretti a dare il via a una forma civile di protesta per l’insipienza di alcuni amministratori locali e dei loro fiduciari delegati (funzionari e liquidatori) che stanno portando a rischio di fallimento le aziende private siciliane, con il conseguente licenziamento di migliaia di lavoratori che operano nel settore. Sappiamo che gli scioperi e i blocchi stradali selvaggi determinano attenzioni e pressioni per trasferimenti di nuove ‘risorse’, mentre il lavoro reale, quello delle imprese che da anni pagano le tasse unitamente ai lavoratori, non fa notizia e non porta consenso elettorale. Ma le imprese e i sindacati dei lavoratori non utilizzeranno questi mezzi di pressione e organizzeranno la manifestazione con responsabilità e civilmente, ma con la determinazione di chi reclama un diritto sacrosanto: avere riconosciuto il frutto del proprio lavoro”.

Quindi la stoccata ad alcuni amministratori locali: “Condanniamo i comportamenti vergognosi di alcuni sindaci che, da una parte, lamentano disagi dopo avere avallato per anni assunzioni clientelari attraverso le società d’ambito e aver tralasciato di combattere la vasta evasione della Tarsu e della Tia per miseri calcoli elettorali, e dall’altro continuano a disattendere di onorare i debiti contratti per anni verso le imprese erogatrici del servizio. Alla scadenza degli Ato, fissata per il 31 dicembre 2012, il governo deve evitare il caos sociale e farsi garante dei debiti che gli Ambiti territoriali hanno verso le imprese”.

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