Archive | novembre 13th, 2017

Il cellulare di un piemontese per errore nella fiction su Rosy Abate

Un telefono che squilla senza sosta. Una notte da incubo per una giovane coppia di Domodossola.

Potrebbe sembrare una fiction, invece è la realtà. Domenica scorssa, subito dopo la messa in onda della prima puntata di “Rosy Abate”, serie tv di Canale 5 con Giulia Michelini, un telefono ha iniziato a squillare senza dare tregua ai suoi legittimi proprietari. Semplice casualità?

Nell’episodio trasmesso quella sera, in una scena, un criminale lasciava un bigliettino alla protagonista, con su scritto un numero di telefono. Vero.“Quel numero esiste ed è di mio marito – ha spiegato la signora di Domodossola -. Da ieri sera persone sconosciute ci stanno tempestando di telefonate, fino alle 4 di notte e di nuovo stamattina, per chiederci se siamo parenti di Rosy Abate, qualcuno ci dà dei mafiosi e c’è chi ci ha perfino minacciati“.

“All’inizio pensavo che si trattasse di uno scherzo di amici – ha affermato la donna -, poi il cellulare non smetteva di suonare e ho capito che era uno spiacevole episodio, che ha preso una brutta piega”.

La donna ha raccontato di aver parlato con la gente più assurda: “Come puoi pensare che un numero dato in tv in una fiction corrisponda a qualcuno di reale, e pensare di chiamare davvero quel qualcuno, per insultarlo e dirgli che è un mafioso?”. Un uomo al telefono avrebbe detto alla signora: “Rosy Abate non fai paura a nessuno, vengo lì e ti ammazzo“.

I due coniugi, spaventati, ora stanno pensando di denunciare tutto ai carabinieri. “Non è possibile che una produzione tv non controlli se i numeri sono veri. La nostra privacy è stata violata”.

 

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BRESCIA – Firmata convenzione per la riqualificazione e la rinascita del quartiere di Villaseta

 

Firmata a Brescia la convenzione del “Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate”, che assicurerà due milioni di euro per interventi di riqualificazione a Villaseta. Presente alla firma il sindaco Lillo Firetto, il sottosegretario Maria Elena Boschi, e il segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, Paolo Aquilanti.

“Villaseta – ha dichiarato Firetto – aspetta da trent’anni di avere restituiti dignità e decoro, vivibilità degli spazi comuni e interventi per la riduzione della marginalità e del disagio giovanile. Saranno realizzate opere di ripavimentazione, risanamento delle strutture, illuminazione, arredo urbano. Un restyling generale ma anche un impegno concreto per chi abita nella zona: un centro di accoglienza e protezione delle vittime di violenza e un centro servizi di mediazione culturale e sociale per la riduzione della marginalità e del disagio giovanile”.

Fondamentale sarà la realizzazione di un centro destinato all’artigianato locale e di un centro espositivo permanente multimediale perché Villaseta – aggiunge ancora Firetto – “acquisti un’identità più dinamica che sappia guardare al futuro, ricucendo un legame territoriale con l’area archeologica della Valle dei Templi. Da Villaseta cominciamo a guardare al futuro della città per i prossimi 50 anni con residenti sempre più consapevoli e artefici del cambiamento, rispettosi e desiderosi di essere loro stessi i protagonisti di una nuova storia per i luoghi in cui vivono e in cui crescono i loro figli”.

 

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Giro di prostitute minorenni nigeriane: fermata la Madame

Una presunta ‘madame’ nigeriana, Victoria Osarieme Osayuware, di 21 anni, e un suo collaboratore, un nigeriano di 17 anni, che farebbero parte di una banda internazionale che gestisce l’avvio alla prostituzione di minorenni connazionali giunte in Italia con sbarchi di migranti sono stati fermati dalla polizia di Stato su disposizione delle Procure Distrettuale e per i minorenni di Catania.

I reati ipotizzati sono tratta di persone, favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina, con le aggravanti della transnazionalità del reato e di avere agito in danno di minorenni per sfruttarne la prostituzione. Al centro delle due inchieste indagini avviate dalla squadra mobile della Questura di Catania dopo l’ascolto di una ragazza di 16 anni, nome di fantasia Tina, sbarcata, il 14 luglio 2017, con altri 1.422 migranti dalla nave della Guardia Costiera Ubaldo Diciotti.

Tina aveva lasciato la famiglia in Nigeria dopo essere stata sottoposta al rito “Ju Ju” e assumendo l’impegno di ubbidire alla donna che l’attendeva in Italia e pagare un debito di 25.000 euro. Aveva iniziato il viaggio con altre due ragazze ed era giunta sulle coste libiche dove si è imbarcata. La polizia ha identificato nella Osayuware, che è stata fermata dalla squadra mobile di Torino, dove vive, la ‘madame’, e nel minorenne nigeriano di 17 anni M. A., fermato ad Agrigento, il giovane che aveva organizzato la fuga dal centro di accoglienza di Tina e il suo viaggio da Catania a Milano, via Roma, su un bus. La 16enne è stata ‘salvata’ dalla polizia stradale mentre era sul pullman in viaggio per la Capitale. La ‘madame’ è stata condotta nel carcere di Torino, il 17enne in un centro di prima accoglienza.

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AGRIGENTO – La movida del sabato sera finisce in rissa

Ad Agrigento il fine settimana appena trascorso è stato caratterizzato, come ormai accade ritualmente, da una “movida” alquanto movimentata. Residenti e gestori dei locali gravitano su due piani del tutto opposti, e al momento non si profilano margini di mediazione. I residenti del centro cittadino, tra Viale della Vittoria, Porta di Ponte e Via Atenea, denunciano musica a volume insopportabile, gente ubriaca che grida e impreca, orari non rispettati e risse a colpi di bottiglia. I centralini delle forze dell’ordine, tra Polizia e Carabinieri, sono stati letteralmente intasati.

 

 

 

 

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MAFIA – Tracce del Dna di una donna sui reperti della strage di Capaci

Tracce genetiche riconducibili a una persona di sesso femminile sarebbero state accertate su alcuni reperti recuperati dalla polizia scientifica nei pressi del luogo dove avvenne la strage di Capaci che costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e a tre agenti della scorta. L’indiscrezione, pubblicata stamane dal quotidiano La Repubblica, confermerebbe la presenza di una donna nel teatro dell’attentato. I reperti “4A” e “4B” sono due guanti in lattice che vennero trovati a 63 metri dal cratere provocato dall’esplosione assieme a una torcia e a un tubetto di mastice.

I magistrati della Procura di Caltanissetta, che conducono le indagini sulla strage, li hanno affidati a uno dei maggiori esperti del settore, il professor Nicola Resta, docente di genetica medica dell’università di Bari, che è giunto a queste conclusioni.

Dai guanti in lattice il perito ha estrapolato i codici genetici “di almeno altri tre individui dove però la componente femminile attribuibile a un o più soggetti di sesso femminile risulta essere maggiormente rappresentata”. La consulenza è adesso agli atti del processo bis per la strage di Capaci. Il procuratore di Caltanissetta Amedeo Bertone, che conduce le indagini con gli aggiunti Lia Sava, Gabriele Paci e con il Pm Stefano Luciani, ha disposto ulteriori accertamenti. “Abbiamo in programma un fitto calendario di cose da fare”, ha dichiarato a La Repubblica.

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SCIACCA – Anziano investito da scooter, in gravi condizioni

Incidente stradale questo pomeriggio in Corso Miraglia alla Perriera. Un anziano stava attraversando la strada quando è stato investito da uno scooter che avanzava verso la rotonda.

L’uomo è stato ricoverato in ospedale e le sue condizioni sarebbero gravi. Anche il centauro è stato trasportato al “Giovanni Paolo II” di Sciacca. Sul posto i mezzi di soccorso e la polizia municipale di Sciacca per i rilievi di rito, non è ancora chiara la dinamica dell’incidente.

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ALTAVILLA MILICIA – In manette la banda che legava e rapinava anziani nelle case: in 4 in carcere

Avrebbero messo a segno una serie di rapine violente in case e ville di anziani ad Altavilla Milicia. In almeno due casi, registrati tra luglio e settembre scorsi, avrebbero fatto irruzione nelle abitazioni, immobilizzando e minacciando le vittime. Con questa accusa i carabinieri di Bagheria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Termini Imerese, su richiesta della locale procura della Repubblica, nei confronti di tre persone con precedenti penali, ritenute responsabili, a vario titolo, di rapina aggravata in abitazione. Coinvolto un quarto uomo che si trova già in carcere.

Le indagini nell’ambito dell’inchiesta denominata “Oltre” hanno permesso di scoprire il “modus operandi” della banda di rapinatori, che prendeva di mira per lo più anziani.

Secondo gli inquirenti a fare da basista sarebbe stato A.G., 44enne di Altavilla Milicia, che si occupava di adocchiare e selezionare le vittime, che in quasi tutti i casi erano anziani che vivevano da soli o in zone isolate del paese. Dopo aver effettuato i “sopralluoghi” sul posto, A.G. contattava  D.G.A., 48 anni originario di Calatafimi ma domiciliato nel campo rom di Palermo, il quale a sua volta fungeva da collegamento con  A.S. detto Ciccio, 34 anni rom di etnia kosovara, anch’egli dimorante nello stesso campo. Sarebbe stato proprio quest’ultimo a occuparsi di formare la “squadra operativa” per mettere a segno le rapine.

Tra i componenti della banda, figura anche G.G. detto Giorgio, un rumeno di 37 anni, già in carcere perché arrestato dai carabinieri di Palermo a seguito di un mandato di arresto europeo per delitti contro il patrimonio, emesso dalla Romania.

Nella prima rapina, avvenuta nel luglio scorso, i malviventi si erano introdotti nel cuore della notte all’interno dell’abitazione di una anziana donna di 70 anni e, dopo averla completamente immobilizzata legandola con una cintura, si erano impossessati, non solo di alcuni orologi di valore, ma anche della sua fede nuziale.

Nella seconda rapina avvenuta a settembre, i rapinatori, approfittando dei festeggiamenti patronali in onore della “Madonna della Milicia” (sempre ad Altavilla Milicia), avevano fatto irruzione in tarda serata all’interno di un’abitazione in una zona isolata e, dopo avere bloccato l’anziano proprietario in quel momento solo in casa, portando via gioielli e denaro contante.

A.G. era già stato sottoposto a fermo di indiziato nei giorni scorsi. Il provvedimento, eseguito d’urgenza, si era reso necessario poiché erano emersi elementi investigativi che avevano fatto pensare a un suo possibile allontanamento dal territorio italiano.

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AGRIGENTO – Svaligiata villetta, ingente bottino

Sono entrati attraverso una finestra, hanno messo tutto a soqquadro e hanno portato via oggetti in oro per svariate migliaia di euro. La Polizia precipitata sul posto indaga. Il colpo è stato messo a segno in una villetta di via Cavaleri Magazzeni a San Leone. I ladri sono riusciti ad agire indisturbati per l’assenza del proprietario dell’immobile. Non ci sono testimoni dell’accaduto.

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PALERMO – Mazzette per i certificati Sequestro di beni all’ex direttore Inail

I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Palermo hanno eseguito una misura di prevenzione patrimoniale nei confronti dell’ex vicedirettore dell’Inail di Palermo ed ex direttore dell’Inail di Termini Imerese, Giuseppe La Mantia, accusato di aver consentito illecitamente il rilascio di documenti di regolarità contributiva (Durc) a favore di diversi imprenditori, in cambio di mazzette.

Il provvedimento, emesso dal tribunale su richiesta della Procura, è stato eseguito dalle fiamme gialle del Gico che hanno sequestrato al funzionario immobili e conti per 516 mila euro.

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