PORTO EMPEDOCLE – L’arresto dei Messina, i particolari [VIDEO]

Tutti i retroscena dell’inchiesta che ha portato all’arresto, ai domiciliari, di Anna Messina, sorella dell’ex latitante Gerlandino Messina. Dalle indagini effettuate dai Carabinieri emerge il ruolo cardine ricoperto dalla donna sia durante la latitanza del fratello che dopo la cattura. L’inchiesta, nasce dal ritrovamento di alcuni “pizzini” nel covo di viale Stati Uniti, a Favara, dove il boss Gerlandino Messina, venne catturato dalle teste di cuoio e dagli uomini del Reparto Operativo di Agrigento, il 23 ottobre del 2010, dopo un decennio di latitanza. Dalle 257 pagine dell’ordinanza emessa dal Gip di Palermo, emerge il ruolo primario di Gerlandino Messina, che ha continuato ad eserciatre la sua influenza di capo mafia sul territorio empedoclino e della provincia di Agrigento, e che la sorella Anna, ha fornito un contributo con la sua attività all’associazione mafiosa stessa, e che Angelo Cardella, Francesco e Salvatore Salemi sarebbero risultati fittizi intestatari di ditte, in realtà riconducibili a Gerlandino Messina, al fine di sottrarli  ad eventuali misure di prevenzione patrimoniali. In particolare, sono state individuate due società riconducibili all’ex latitante, anche se intestate a prestanome, la “Autotrasporti Salemi s.n.c.” e la “ Autoricambi Stefano” entrambe con sede legale a Porto Empedocle, infatti, tra il materiale sequestrato nel covo di Favara, i carabinieri hanno rinvenuto due fogli di carta, differenti dagli altri, in cui veniva trattata la parte contabile. L’attività di indagine ha permesso di accertare che le somme indicate erano i proventi di attività commerciali lecite, poste in essere da società riconducibili al latitante per le quali lo stesso riceveva un dettagliato resoconto. Il pizzino più significativo . Una lezione di mafiosità in poche semplici righe . Fa riferimento agli imprenditori Patti di Favara. Nel portare avanti le indagini successive all’arresto di Gerlandino Messina, da alcuni biglietti sequestrati in quell’occasione è emerso il ruolo della sorella Anna. , i carabinieri del reparto operativo e i magistrati della Dda di Palermo non hanno dubbi sul ruolo di messaggera. Sul coinvolgimento di Anna Messina a supporto delle indagini ci sono le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Maurizio Di Gati. Infine, Gerlandino Messina, in un pizzino fa riferimento anche al rigassificatore dove nessuno si deve avvicinare senza il suo bene stare.

 

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