Tag Archive | "3 arresti"

PALERMO – Assalto a tir con carico destinato a fiancheggiatore boss Messina Denaro: 3 arresti


La Polizia di Stato e la Guardia di finanza hanno arrestato tre persone accusate di di una rapina a un Tir carico di pesce congelato, del valore di circa 100 mila euro, e di sequestro di persona nei confronti dell’autista dell’autoarticolato. L’assalto al Tir, proveniente da Napoli, avvenne nel porto di Palermo la mattina del 24 aprile 2015. Il Gico della Guardia di finanza di Palermo e le Squadre mobili di Palermo e Trapani, sotto il coordinamento della Dda, avrebbero accertato che il carico rapinato era destinato a un imprenditore della grande distribuzione del trapanese, ritenuto fiancheggiatore del boss latitante Matteo Messina Denaro. Gli arrestati sono Vincenzo Napoli, 48 anni; Bartolomeo Anzalone, 53 anni e Giovanni Domenico Scimonelli di 49 anni.

 

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CALTANISSETTA – Fermata la gang dei furti d’auto: 3 romeni residenti a Ravanusa


Dodici ore di indagini serrate hanno portato a Caltanissetta all’arresto di tre romeni per furto d’auto e al sequestro di sei mezzi rubati. Subito dopo l’inseguimento di una Bmw e la cattura di un primo malvivente la polizia ha predisposto un imponente servizio di controlli, catturando un pregiudicato trentenne nascosto tra la vegetazione; quindi un altro pregiudicato trentunenne è stato sorpreso mentre tentava di scavalcare il guard-rail e darsi alla fuga.

I tre arrestati, tutti romeni residenti a Ravanusa, sono Liviu Grigoras, 36 anni, Ionut Mazere e Alexandru Iulian Damian. Insieme avevano rubato in diversi momenti una Lancia Ypsilon e una Bmw SW a Caltanissetta, tre furgoni e una Mercedes 320 a Canicattì.

Nella casa di Mazere sono stati trovati diversi attrezzi utilizzati per lo scasso: pinze, tenaglie, cacciaviti, coltelli multiuso. Ma anche numerosi oggetti preziosi dei quali l’arrestato non ha saputo giustificare la provenienza, dunque probabilmente rubati: 17 orologi da polso di varie marche, 5 paia di orecchini, 9 anelli, 5 collane, 3 braccialetti, 4 pendenti, 10 smartphone Samsung, Nokia, LG, Motorola, 2 mazzi di chiavi di autovetture Mercedes e Lancia e 3 macchine fotografiche Nikon, Sony e Agfa.

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PALERMO – Aggressione a un buttafuori, tre arresti [FOTO][VIDEO]


La Polizia di Stato, ha arrestato tre giovani palermitani per l’aggressione al buttafuori di un noto locale del capoluogo, «Le terazze Excelsior». Sono Nicolò Di Michele, di 26 anni, Salvatore Incontrera, di 19, e Raffaele Di Dato, di 20, tutti del quartiere Zisa, accusati di lesioni aggravate e violenza privata. Il provvedimento è del Gip di Palermo su richiesta della procura.
L’aggressione risale al 21 febbraio scorso quando un gruppo di giovani chiese con insistenza all’addetto alla sicurezza all’interno del locale di accedere all’area riservata, il cosiddetto «privè», pur senza averne titolo; al rifiuto del buttafuori, inizialmente si allontanarono, per poi tornare a notte fonda, armati di bastoni, mettendo in atto un vero e proprio raid punitivo, che ridusse la vittima in fin di vita. Attraverso complesse attività investigative, e grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, gli agenti della squadra mobile sono riusciti a risalire all’identità dei presunti aggressori che oggi sono stati arrestati. I tre si trovano ai domiciliari.

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CAMPOBELLO DI LICATA – 3 arresti per furto energia elettrica


A Campobello di Licata i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari 3 persone per furto aggravato allorchè si sarebbero allacciate abusivamente alla rete dell’ energia elettrica. Si tratta di Rosario Arrigo, 33 anni, bracciante agricolo, di Campobello di Licata, e due romeni: Stefan Radu Croitoriu, 20 anni, disoccupato, e il fratello Ion Petrut Croitoriu, 22 anni, anche lui disoccupato. I due romeni rispondono anche di ricettazione perché nella loro abitazione è stata scoperta e sequestrata una motosega verosimilmente oggetto di furto, di cui non hanno giustificato possesso e provenienza.

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PALERMO – Tentano l’estorsione ad una coppia: 3 arresti dopo l’inseguimento [Vd Tg]


Una storia di ricatti e minacce, un tunnel di pressioni psicologiche e violenza. Nel mirino, una coppia di marito e moglie di Giacalone, alle porte di Palermo, a cui tre uomini della zona di Borgo Vecchio avrebbero ripetutamente chiesto del denaro. Per loro oggi sono scattate le manette per tentata estorsione.

Si tratta di Ignazio Balistreri, 34 anni; Cesare Gennaro, di 42 e Marco La Vardera, 20 anni. Sono stati rintracciati dalla polizia dalle parti della stazione centrale, dopo un vero e proprio raid ai danni dell’abitazione della coppia: i tre hanno danneggiato tutti gli arredi esterni ed hanno lasciato minacce di morte scritte sulla porta.

Una intimidazione provocata dal rifiuto della coppia che non ha consegnato il denaro. Dopo il danneggiamento i tre malviventi si sono dati alla fuga a bordo di una Opel Corsa che è stata individuata in via Roma: quando si sono accorti di essere inseguiti dalla polizia hanno dato vita ad un rocambolesco inseguimento terminato in piazza Sturzo.

A questo punto la polizia ha effettuato un’accurata perquisizione nel mezzo: nel cofano e sotto i sedili sono stati trovati un revolver calibro 38 con quattro cartucce, risultato rubato, alcuni passamontagna e numerose fascette da elettricista. Inoltre, una chiave adulterina, guanti in lattice e alcuni taglierini. Nell’abitazione di uno dei fermati, poi, sono state trovate altre fascette, oltre a taglierini e due telefoni cellulari e la carta di identità di una delle vittime. I tre sono stati rinchiusi in carcere.

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CASTELDACCIA – Rapina in banca, in manette tre palermitani


I carabinieri hanno arrestato tre giovani palermitani che stavano rapinando l’agenzia di Casteldaccia (Palermo) del Monte dei Paschi di Siena.

Giuseppe Misia e Gioacchino Di Pasquale, entrambi diciottenni e Giuseppe Giustino Rizzo di 29 anni sono stati bloccati dai militari dentro l’agenzia dopo che si erano fatti consegnare 6.750 euro dal cassiere. I dipendenti dell’agenzia di via Allò hanno azionato l’allarme antirapina che ha fatto scattare l’intervento dei militari.

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FAVARA – Scoperta piantagione marijuana, 3 arresti


I Carabinieri della Tenenza di Favara, e un elicottero in volo da Palermo, hanno scoperto una piantagione di marijuana in contrada San Benedetto, in territorio di Favara. Sono stati arrestati ai domiciliari padre e due figli, dei quali, in attesa della convalida dell’ arresto, sono state diffuse solo le iniziali. Il padre è L L nato nel 1948, e i due figli sono L S dell’ 85, ed L P dell’ 83. I 3 rispondono di detenzione e coltivazione illecita di stupefacenti a fini di spaccio. Il terreno su cui è stata coltivata la droga è intestato alla moglie di L L, D A, del 54. Sono state sequestrate 130 piante con altezza variabile dai 2 ai 4 metri, per un valore di 200mila euro circa. E poi, a seguito di perquisizione domiciliare, sono state sequestrate 8 cartucce calibro 7,65, 1 cartuccia calibro 44 e 1 fucile senza marca e matricola. E poi a L L sono stati sequestrati, a titolo preventivo seppur detenuti regolarmente, un revolver Smith e Wesson calibro 32, 2 pistole calibro 38, e 202 cartucce di vario calibro.

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POLIZZI GENEROSA – Furto di rame, tre arresti


I carabinieri hanno arrestato Rosario Drago, 47 anni, Davide Di Silvestro, 27 anni, Orazio Luciano Sciacca, 29 anni tutti catanesi per furto di rame. I tre sono stati sorpresi nei pressi della ditta edile “Siciliana Precompressi” a Polizzi Generosa (Pa) in Contrada Campo, mentre smontavano tre bobine di cavi di rame da una cabina elettrica, circa 150 chili. Gli arresti sono stati convalidati e il giudice di Termini Imerese ha disposto l’obbligo di dimora.

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PALMA DI MONTECHIARO – Blitz ” Tiro Mancino”, 3 arresti


L’ inchiesta antidroga cosiddetta “Tiro mancino”, che ha sgominato un presunto traffico di stupefacenti dalla Campania al mercato siciliano, si è abbattuta anche su Palma di Montechiaro, dove la Polizia ha arrestato i fratelli Calogero e Salvatore Lupo, rispettivamente di 44 e 53 anni. Gli investigatori legano l’arresto dei due Lupo all’ arresto, nel gennaio 2013, di un napoletano residente a Palermo, Luigi Parolisi, 31 anni, sorpreso a Palma di Montechiaro in possesso di 308 grammi di cocaina. Parolisi è stato anche lui arrestato nell’ ambito dell’ operazione odierna “Tiro mancino”, e l’ indagine su Palma di Montechiaro è ruotata intorno ai 3.

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CATANIA – Bancarotta Geo Ambiente, 3 arresti


Tre misure cautelari e il sequestro di beni per oltre 2,5 milioni sono stati eseguiti dalla guardia di finanza di Catania nell’ambito di un’inchiesta per bancarotta fraudolenta connessa al fallimento di Geo Ambiente Srl, società, in amministrazione straordinaria, dichiarata insolvente nel 2014 con un passivo di circa 40 milioni di euro.

Gli arrestati dalla guardia di finanza di Catania, diretta dal colonnello Roberto Manna, sono Giuseppe Guglielmino, 42 anni, formalmente sorvegliante del cantiere, ma indicato come amministratore di fatto della Geo Ambiente, società specializzata nella raccolta di rifiuti; sua moglie Catia Maria Caruso, di 34 anni, e suo nipote Biagio Caruso, di 25, formali amministratori dell’azienda. Questi ultimi due sono stati posti ai domiciliari. Sono indagati per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, per aver distratto e occultato beni e denaro dalle casse della società.

Il Gip ha anche disposto per il commercialista Santo Ranno la temporanea sospensione dall’esercizio della funzione di “attestatore”, figura prevista dalla legge fallimentare perché, secondo l’accusa, avrebbe falsamente certificato, nell’ambito della procedura per accedere al concordato preventivo, l’ammontare dei debiti tributari della società.

Eseguito dalle Fiamme gialle anche il sequestro preventivo, nei confronti dei tre principali indagati, di 2,6 milioni di euro, pari all’ammontare delle somme che, secondo la Procura di Catania, sarebbero state distratte.

Le indagini, avviate nel marzo 2014, con la dichiarazione da parte del Tribunale di Catania dello stato di insolvenza della società, oggi in amministrazione straordinaria, con debiti accertati per oltre 40 milioni di euro, di cui 31 nei confronti dell’Erario. Coordinate dal sostituto Fabio Regolo del gruppo per i “reati contro l’economia” della Procura Distrettuale di Catania, diretta da Carmelo Zuccaro, e svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Catania avrebbero appurato che la società – per effetto delle ingenti perdite accumulate – non avrebbe dovuto più operare già dal 2008.

Secondo la Procura sono state numerose le operazioni effettuate a partire da quell’anno che, in base agli accertamenti svolti, hanno contribuito ad aggravare lo stato di dissesto della società. ‘Geo Ambiente’, azienda operante nella raccolta dei rifiuti, “non avrebbe dovuto più operare dal 2008”, invece lo avrebbe continuato a fare “contribuendo ad aggravare il dissesto della società”, ha detto il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, definendo “ladri di futuro” quegli “imprenditori che falsano i criteri della concorrenza” mettendo “fuori mercato gli operatori onesti”.

Nell’operazione ‘Geo’ le Fiamme gialle scoprono anche “la distrazione di oltre 1,5 milioni di euro, formalmente giustificati quali pagamenti, avvenuti anche nei confronti del Guglielmino, per la fornitura di automezzi per la raccolta dei rifiuti, che sarebbero stati rottamati a breve distanza dall’acquisto”.

Secondo l’accusa, in realtà l’acquisto non ci sarebbe stato: sarebbe stata invece “una falsa rottamazione finalizzata, da un lato, a giustificare il mancato rinvenimento dei mezzi e, dall’altro, a motivare i pagamenti a fronte di acquisti in realtà mai avvenuti”. Scoperti anche pagamenti per oltre 450.000 euro nei confronti della ditta individuale “Ital service” di Guglielmino, effettuati anch’essi nel 2008, anno in cui quest’ultima non era più attiva, avendo cessato l’attività l’anno precedente. Guglielmino avrebbe avuto pagati 300.000 euro senza giustificazione contabile, oltre a altri 200.000, dal 2010 al 2012, in qualità di “sorvegliante di cantiere”.

Intercettazione e appostamenti delle Fiamme gialle dimostrerebbero inoltre che Guglielmino “avesse continuato a occuparsi sistematicamente della gestione della Geo Ambiente anche dopo la nomina nel 2014 dell’amministratore straordinario”. “Occorre tutelare gli imprenditori onesti – afferma il colonnello Roberto Mamma, comandante provinciale della guardia di finanza di Catania – e anche i posti di lavoro: la Geo Ambiente aveva oltre 200 dipendenti e adesso è senza commesse e senza più operai”

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