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AGRIGENTO – Intensificati i controlli durante il ponte dell’Immacolata; 3 arresti per droga


Nell’ambito di una intensificazione dei controlli su strada, per il ponte dell’Immacolata, disposta dal Comando Provinciale Carabinieri di Agrigento, nel corso di due distinte operazioni, sono state tratte in arresto complessivamente tre persone per “Detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.

In particolare, i Carabinieri della Compagnia di Cammarata hanno sorpreso a Santo Stefano di Quisquina (Ag), nelle vie del centro cittadino, una coppia di giovani che alla vista dei militari dell’Arma ha tentato la fuga a forte velocità ed a bordo di un’auto, per le vie del centro storico ma fortunatamente, i due sono stati poco dopo raggiunti e bloccati da una gazzella del Nucleo Radiomobile. A seguito di immediata perquisizione personale, sono saltate fuori dalle loro tasche varie dosi di “Marijuana”, del peso complessivo di circa mezzo etto, poste sotto sequestro. I due, Madonia Paolo, 26 enne, operaio ed una ragazza, 18 enne del luogo, sono stati ristretti agli arresti domiciliari, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Nel corso di un altro servizio espletato a Casteltermini (Ag), i militari della Compagnia di Cammarata hanno notato un individuo che stava osservando in modo sospetto alcuni giovani del luogo, in pieno centro storico. E’ scattato così il controllo nei suoi confronti ed il soggetto Iacono Antonino, 22 enne del posto, è stato trovato in possesso di alcune dosi di “Marijuana” e di circa 600 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Sono cosi’ scattate le manette nei suoi confronti, venendo associato agli arresti domiciliari su disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Usura tra Modica e Scicli: tre arresti nell’operazione “Donne d’affari” [VIDEO]


Donne usuraie, con un giro di affari di 100 mila euro. I carabinieri di Modica, guidati dal capitano Francesco Ferrante, hanno arrestato tre persone per i reati di usura aggravata, esercizio abusivo di attività finanziaria e minaccia aggravata. In manette sono finite Eleonora Brafa, 40 anni, e la mamma Giovanna Imbergamo, 62 anni, di Modica e Maria Concetta Neri, 57 anni, di Scicli. 

Secondo la ricostruzione dei carabinieri sono più di venti le vittime delle tre donne. L’inchiesta “Donne d’affari”, coordinata dal pm Valentina Botti, è partita nel giugno 2016 a seguito del suicidio di Guglielmo Delibera, ex direttore delle Poste di Scicli, trovato impiccato nella sua casa di Marina di Modica. Vennero accertati numerosi contatti dell’uomo con una delle donne, Neri. Sfruttando lo stato di bisogno di agricoltori, commercianti, artigiani, casalinghe, le arrestate si sono presentate come punto di riferimento, pretendendo un tasso di interesse oscillante tra il 20 e il 60%. Per gestire i loro affari e per convincere le vittime ad onorare i debiti, le tre donne non esitavano a ricorrere a pesanti minacce facendo riferimento anche all’intervento di “amici di Catania”, ricordando che “dietro le donne ci sono gli uomini”.

Sequestrati assegni, cambiali, copie di contratti di prestiti, ricevute di pagamento, le tre non concedevano solo prestiti usurari ‘tradizionali’, ma, come emerso anche nel corso dei dialoghi intercettati, svolgevano pure un’attività di mediazione creditizia e quindi finanziaria illecita. In particolare il meccanismo attuato verteva nel procacciare clienti da condurre ad alcune finanziarie da loro prescelte, per far sì che ottenessero dei prestiti che le vittime non potevano regolarmente ottenere in quanto già protestate o considerate “cattivi pagatori”. In cambio per aver fatto ottenere loro il prestito, ricevevano esosi compensi in denaro corrisposti a tasso usuraio.

Le vittime dunque, corrispondevano una percentuale

In denaro per il solo fatto di aver ottenuto il prestito, somma che aumentava il costo del prestito. E’ emerso ancora che per portare a buon fine le pratiche dei finanziamenti, mantenevano contatti con alcuni impiegati di fiducia presso le finanziarie che ricompensavano.

Gli impiegati infatti riuscivano per brevi periodi, ad “oscurare” le posizioni creditizie delle vittime in modo che non venissero messe in evidenza il loro stato debitorio. 

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MONREALE – Droga sotto la botola: 3 arresti


I carabinieri hanno arrestato i calabresi Rosario Glicora, 51 anni, di Africo (Rc), e Giovanni Brancatisano, 29 anni di Caraffa del Bianco (Rc) e Rosario Mannino, 62 anni, di Monreale (Pa) accusati di detenzione di sostanze stupefacenti.

I due calabresi sono stati bloccati da due militari della compagnia di San Lorenzo in viale Regione Siciliana a bordo di una Renault Clio. Nel cruscotto era nascosto un panetto di eroina di 200 grammi.

Nel corso delle indagini i militari sono riusciti a risalire all’abitazione dove i due calabresi risiedevano: a Pioppo frazione di Monreale. Nell’appezzamento di Rosario Mannino – dicono i carabinieri – sotto una botola nascosta da arbusti sono stati trovati altri 4 panetti di eroina di 2 chili circa e alcuni bidoni in plastica con 4 chili di marijuana.

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PALERMO – Picchiano un passante per un orologio, arrestati tre giovani


I carabinieri hanno arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, i palermitani Luigi Lisacchi, 23 anni, Isidoro La Monica 30 anni, e Antonio Geraci, 20 anni, accusati di rapina.

I tre lo scorso 11 agosto avrebbero picchiato e rapinato un uomo di 60 anni in piazzetta San Basilio, nella zona di piazza San Domenico, impossessandosi di un orologio 150 euro ed altri effetti personali. A Lisacchi e La Monica il provvedimento è stato notificato in carcere, Antonio Geraci si trova ai domiciliari come disposto dal gip del Tribunale di Palermo.

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LEONFORTE – Droga in cambio di sesso: 3 arresti [Vd Tg]


Il leader di un gruppo di spacciatori, quando capiva che le clienti erano in difficoltà economica per acquistare la droga, avrebbe acconsentito a cedere la sostanza stupefacente in cambio di prestazioni sessuali, pagamenti “in natura”

E’ quanto ha accertato dalla polizia: Salvatore Mingari Favvento, 51enne di Nissoria (Enna), è finito in carcere assieme ad altre due persone durante un’operazione antidroga coordinata dalla Dda di Caltanissetta, che ha consentito di sgominare una organizzazione che spacciava marijuana tra Nissoria, Assoro e Leonforte. Va precisato che l’aggravante  di aver offerto e ceduto marijuana in cambio di rapporti sessuali è contestata solo al nissorino. A pagare cosi sarebbero state almeno due giovani donne di Leonforte.

L’associazione avrebbe operato da ottobre 2012 a metà 2014. Gli investigatori sostengono di aver smantellato una ex organizzazione. Con un intervento notturno in campagna, dove le forze dell’ordine sono giunti grazie a delle intercettazioni, in cui carpiscono che erano stati nascosti 350 grammi  di marijuana e il fucile, i tre  arrestati non si erano resi conto che a prendere l’arma e la droga  era stata , appunto, la Polizia e avevano pensato che fosse stato uno di loro. I sospetti hanno portato ad una spaccatura. Il nome dell’operazione “Muds Weeds Too” significa “ erba sporca di fango” , ma parte dell’espressione dialettale “ ma vidi tu”, che sarebbe: “Ma tu guarda”, che emerge dalle intercettazioni.

Le accuse sono di coltivazione, produzione, detenzione e spaccio di stupefacenti. Mingari Favvento è stato rinchiuso in carcere. Gli altri arrestati, Giacomo Catania, di 38, e Fabio Piccolo, di 30, entrambi di Leonforte, sono stati posti ai domiciliari. Gli agenti hanno anche sequestrato in un fondo agricolo di Mingari Favvento un fucile calibro 12 a canne mozze e una pistola calbro 7.65. E ancora, al momento della perquisizione, a Mingari Favvento sono stati trovati altri 24 grammi di marijuana. Per questo lo hanno denunciato a piede libero.

 

 

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SAN LEONE – Arrestati 3 giovani palmesi per tentato furto ruote auto


Ad Agrigento, a San Leone, lungo Viale dei Pini, la Guardia di Finanza ha sorpreso e ha arrestato tre giovani di Palma di Montechiaro, di 25, 28 e 32 anni, intenti a rubare le ruote di una Fiat 500 parcheggiata. I tre, colti in flagranza di reato, sono stati posti agli arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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VITTORIA – Arsenale nell’ovile: arrestati pade e due figli


La Polizia di Stato ha arrestato a Vittoria, nel Ragusano, tre appartenenti della famiglia Piscopo, padre e due figli – Marco, Calogero e Francesco – tutti in passato denunciati anche per mafia.

Durante una perquisizione la squadra mobile di Ragusa ha trovato e sequestrato due pistole, una rubata e l’altra con matricola abrasa, un fucile e centinaia di munizioni. La Scientifica eseguirà accertamenti balistici sulle armi per verificare se siano state utilizzate per commettere reati.

E’ l’ultimo sequestro d’armi in ordine di tempo. Solo un anno fa la polizia trovò un arsenale nella disponibilità della famiglia Ventura, esponenti stiddari del clan Carbonaro-Dominante. Di questi giorni la scoperta delle nuove armi, questa volta nella disponibilità di uomini legati all’altro gruppo criminale.

Con questa operazione, la polizia ha dunque sventato la possibilità di tornare a fare ‘parlare’ le armi in un territorio, quello Vittoriese, con un triste passato di morti ammazzati e di una strage conosciuta come la strage di San Basilio, periodo buio in cui la città ha paura di ripiombare.

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COMISO – Bruciavano cavi Telecom per rubare rame e alluminio: tre arresti [VIDEO]


Bruciavano i cavi telefonici della Telecom, a Comiso e ad Acate, per ricavarne rame o alluminio.  E sono stati proprio i numerosi furti, con conseguenti danni anche per gli utenti, subiti dalla Telecom a mettere gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Ragusa, sulle tracce di quattro pluripregiudicati. Per tre di loro sono scattati gli arresti; sono Andrea D’angelo, 30 anni, Jacopo Verzeroli 36 anni e Fernando D’Amanti, 35 anni, tutti comisani, mentre per un quarto soggetto, V.G, il provvedimento non è scattato per gravi motivi di salute.

Per incastrare il gruppetto sono state utilizzate delle telecamere, installate in alcuni punti chiave, che hanno permesso agli investigatori di accertare le responsabilità dei quattro. L’operazione “Hot line” ha messo fine alle continue distruzioni di cavi telefonici, in particolare nella zona di Comiso, al fine di ricavare dagli stessi, una volta bruciati, del rame o dell’alluminio che poi venivano rivenduti. A farne le spese sono stati soprattutto i proprietari delle aziende agroalimentari e zootecniche del ragusano.

Le indagini hanno inoltre appurato che i criminali arrestati erano dediti anche ad altri reati predatori; ai quattro sono stati infatti contestati anche i reati di ricettazione, furti di armi, furti in abitazioni e incendio. Nel corso delle perquisizioni effettuate, sono stati recuperati diversi monili in oro di ingente valore ed armi lunghe con munizionamento. Tra le armi sequestrate anche un fucile a canne mozze con matricola abrasa che sarà adesso comparata con quelle utilizzate in eventi criminali commessi non soltanto in Sicilia.

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PALERMO – Assalto a tir con carico destinato a fiancheggiatore boss Messina Denaro: 3 arresti


La Polizia di Stato e la Guardia di finanza hanno arrestato tre persone accusate di di una rapina a un Tir carico di pesce congelato, del valore di circa 100 mila euro, e di sequestro di persona nei confronti dell’autista dell’autoarticolato. L’assalto al Tir, proveniente da Napoli, avvenne nel porto di Palermo la mattina del 24 aprile 2015. Il Gico della Guardia di finanza di Palermo e le Squadre mobili di Palermo e Trapani, sotto il coordinamento della Dda, avrebbero accertato che il carico rapinato era destinato a un imprenditore della grande distribuzione del trapanese, ritenuto fiancheggiatore del boss latitante Matteo Messina Denaro. Gli arrestati sono Vincenzo Napoli, 48 anni; Bartolomeo Anzalone, 53 anni e Giovanni Domenico Scimonelli di 49 anni.

 

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CALTANISSETTA – Fermata la gang dei furti d’auto: 3 romeni residenti a Ravanusa


Dodici ore di indagini serrate hanno portato a Caltanissetta all’arresto di tre romeni per furto d’auto e al sequestro di sei mezzi rubati. Subito dopo l’inseguimento di una Bmw e la cattura di un primo malvivente la polizia ha predisposto un imponente servizio di controlli, catturando un pregiudicato trentenne nascosto tra la vegetazione; quindi un altro pregiudicato trentunenne è stato sorpreso mentre tentava di scavalcare il guard-rail e darsi alla fuga.

I tre arrestati, tutti romeni residenti a Ravanusa, sono Liviu Grigoras, 36 anni, Ionut Mazere e Alexandru Iulian Damian. Insieme avevano rubato in diversi momenti una Lancia Ypsilon e una Bmw SW a Caltanissetta, tre furgoni e una Mercedes 320 a Canicattì.

Nella casa di Mazere sono stati trovati diversi attrezzi utilizzati per lo scasso: pinze, tenaglie, cacciaviti, coltelli multiuso. Ma anche numerosi oggetti preziosi dei quali l’arrestato non ha saputo giustificare la provenienza, dunque probabilmente rubati: 17 orologi da polso di varie marche, 5 paia di orecchini, 9 anelli, 5 collane, 3 braccialetti, 4 pendenti, 10 smartphone Samsung, Nokia, LG, Motorola, 2 mazzi di chiavi di autovetture Mercedes e Lancia e 3 macchine fotografiche Nikon, Sony e Agfa.

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